LINDSAY CONFERMA L’ABORTO IN TRIBUNALE

In molti sono tuttora scettici riguardo il presunto aborto di Lindsay Lohan rivelato lo scorso mese durante la docu-serie su Lindsay sul canale OWN di Oprah Winfrey.

Secondo alcune dichiarazioni del tribunale di Los Angeles però l’attrice starebbe dicendo la verità. Lindsay era per l’ennesima volta impegnata a deporre la sua difesa riguardo la mega denuncia da 5 milioni di dollari che le è piovuta addosso per accordi andati male con l’azienda che ha prodotto la sua linea di abbigliamento. La Lohan ha riaperto il caso dopo aver ricevuto una grazia temporanea per essere impegnata con la riabilitazione. Adesso la volpona vuole rimettere insieme i cocci, ed usa come scusa il suo aborto, in corte ha dichiarato:

“Sono stata sopraffatta dagli eventi, subito dopo essere uscita di riabilitazione ho dovuto concentrarmi sulla mia sobrietà e sui dolori di un aborto.”

La 27enne era sotto giuramento e se venisse fuori una verità diversa, potrebbe tornare dietro le sbarre.

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Campagna pubblicitaria della linea abbigliamento di Lindsay Lohan nel 2010.

Lindsay è stata denunciata per 5 milioni di dollari (che non ha) tutto per colpa dei suoi problemi di dipendenza.

L’azienda D.N.A.M., che fabbrica vestiti, nel 2009 prese un accordo con la Lohan per produrre una linea chiamata “6126” ma non se la filò nessuno. Lindsay che fece, li denunciò per danni dimmagine (ma quale imagine Lindsay più rovinata di così??!?), chiedendo 1 milione di dollari. L’azienda, inviperita, denunciò a sua volta l’attrice per una cifra 5 volte più grande. 5 milioni di dollari. Azz!

La D.N.A.M. ha fatto sapere che nel 2009 ha fatto il possibile per promuovere la linea dedicata alla Lohan, vendendo questi abiti da baldracca nelle boutique più esclusive del paese, ma che l’immagine da drogata di Lindsay ha distrutto l’immagine della linea “6126” rendendo l’intera collezione invendibile. La D.N.A.M. insomma chiede i danni.

La moda 'firmata' Lindsay Lohan.  #terrificante

La moda ‘firmata’ Lindsay Lohan. #terrificante

L’avvocato di Lindsay, Perry C. Wander ha fatto sapere che l’accordo con l’azienda non prevedeva nessuna clausola morale che autorizzava l’azienda a sospendere nessun pagamento per nessun genere di comportamento. La Lilo Story continua…

Lindsay in posa 'Puttanone' nella Campagna pubblicitaria della '6126' nel 2010.

Lindsay in posa ‘Puttanone’ nella Campagna pubblicitaria della ‘6126’ nel 2010.

#terrificante

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